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svolgendo la loro attività con grande abilità e padronanza di tutte le tecniche trasmettendo a figli e allievi i segreti del mestiere. Le commissioni e gli incontri culturali si accavallarono e moltiplicarono, collaborarono con numerosi artisti lasciandoci splendidi capolavori che arricchiscono la città.
Oltre all'attività di orafi nella loro bottega si cimentarono nello smalto, nel niello, scolpirono pietra e legno richiesti per gli interni e realizzarono splendide opere di scultura lignea policroma che possiamo ammirare a Montalcino, S. Ansano e a Siena.
Barna, Turino, Giovanni, Lorenzo, Paolo e molti altri Turini furono artisti completi. Con la loro specificità e qualità rivaleggiarono anche con gli artisti fiorentini ed ebbero un ruolo attivo ed importante nell’evoluzione dell’arte orafa toscana.
Giovanni Turini non solo fu la personalità artistica più forte della bottega perché conosceva e praticava con grande versatilità tutte le arti ma è anche la figura più rappresentativa dell’arte orafa senese della prima metà del XIV secolo, come cita il Vasari nel suo Commentario alla Vita del Pollajuolo.
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